
Padre Mario Venturini (1886-1957), ideatore della Giornata di santificazione sacerdotale
Nel giovedì santo del 1995 san Giovanni Paolo II dedica la sua tradizionale Lettera ai sacerdoti al ruolo della donna nella vita del Sacerdote. In maniera sorprendente, all’interno della chiusa mariana, il Pontefice aggiunge:
In questa luce [l’anelito alla santità − ndr] appare quanto mai opportuna la proposta, avanzata dalla Congregazione per il Clero, di celebrare in ogni diocesi una «Giornata per la Santificazione dei Sacerdoti» in occasione della festa del Sacro Cuore, o in altra data più consona alle esigenze ed alle consuetudini pastorali del luogo. Faccio mia questa proposta, auspicando che tale Giornata aiuti i sacerdoti a vivere nella conformazione sempre più piena al cuore del Buon Pastore.
Quella del 23 giugno 1995 fu chiamata Prima giornata di santificazione dei sacerdoti e san Giovanni Paolo II è ricordato come colui che l’ha voluta e istituita, su iniziativa della Congregazione per il Clero.
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Questa notizia merita però delle precisazioni perché la Giornata ha in realtà una storia ben più lunga e articolata che va ricondotta a un sacerdote importante nel panorama italiano del XX secolo: padre Mario Venturini (1886-1957).
Figlio della spiritualità del suo tempo, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, questo giovane presbitero della Diocesi di Chioggia era stato conquistato dalla forte devozione per il Sacro Cuore che permeava allora la formazione e la pratica cristiana e si era lasciato attrarre in particolare da una caratteristica che era stata molto sviluppata dalla Scuola Francese di XVI-XVII secolo, cioè il legame tra il Sacro Cuore e il Sacerdozio.
Il dono di Cristo era visto principalmente nella sua dimensione sacrificale: Gesù è il nuovo e definitivo «Sommo ed Eterno Sacerdote» e nello stesso tempo la vittima che si offre al Padre per la salvezza del mondo. Questa dimensione sacerdotale di Cristo continua nel sacerdozio ministeriale, che ne perpetua il Dono e vive questa stessa dinamica di sacrificio, offerta, adorazione e intercessione per tutta l’umanità.
Padre Venturini era stato inoltre molto colpito dalle rivelazioni di Paray-le-Monial, in cui Gesù aveva detto come i peccati più dolorosi fossero per lui quelli delle persone consacrate, e dalla spiritualità di madre Maria Deluil-Martiny, che aveva fondato nel 1873 la Congregazione delle Figlie del Cuore di Gesù, con l’intento di offrire al Cuore di Gesù, Sacerdote e Vittima presente nel Santissimo Sacramento dell’altare, una riparazione perpetua per gli oltraggi subiti e di impetrare l’avvento del Regno di Cristo nel mondo e la santità del Sacerdozio cattolico e degli Ordini religiosi.
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La vocazione di padre Mario Venturini si fece sempre più chiara dopo i primi anni di sacerdozio.
Il 7 marzo 1912 ebbe una forte esperienza spirituale in cui intuì che la sofferenza di Gesù nel Getsemani veniva prima di tutto dall’essere stato tradito e abbandonato dai suoi amici, gli apostoli, e che questo dolore continuava ora per le fragilità e i peccati degli «amici» di oggi, i Sacerdoti. Per questo sviluppò sempre più l’idea di donare la sua vita per amare e far amare, riparare e far riparare il Cuore di Gesù, che per lui era prima di tutto un «Cuore Sacerdotale», che si offre al Padre per la salvezza degli uomini, e di contribuire con la preghiera e il ministero alla santità dei Sacerdoti.
Da qui nacque nel dicembre del 1926 la Pia Società dei Figli del Cuore di Gesù. La sua prima sede fu Cavarzere, in provincia di Venezia, ma ben presto, nell’aprile del 1928, si traferì a Trento, dove prese radici e dove tutt’oggi si trova la Casa Madre e Generalizia della Famiglia religiosa poi chiamata Congregazione di Gesù Sacerdote (nel 1929 seguirà il ramo femminile, le Figlie del Cuore di Gesù).
L’Istituto aveva già una ventina di anni di vita quando, nel novembre del 1946, padre Mario venne a sapere che l’Unione Missionaria del Clero aveva indetto una Giornata Missionaria sacerdotale per il 3 dicembre, festa di san Francesco Saverio. Questo fece sorgere subito dentro di lui un’idea, come racconta nelle Memorie: «Pensai subito: perché non fare qualche cosa di simile anche per la santificazione del clero?».
La giornata più adatta non poteva che essere quella del Sacro Cuore, che rimaneva per lui prima di tutto un Cuore Sacerdotale. È così che il 13 giugno 1947 per la prima volta si celebra in Italia la Giornata di santificazione sacerdotale, promossa attraverso il periodico trimestrale Preghiamo per il clero e soprattutto la rivista Sacerdos (che diventerà poi nel 1965, assieme ad altre due pubblicazioni appartenenti ai Gesuiti e all’Unione Apostolica del Clero, Presbyteri).
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In seguito a questa riuscita giornata, padre Mario ebbe l’ispirazione di proporre una consacrazione dei sacerdoti al Sacro Cuore, e venne incoraggiato dall’amico don Giovanni Calabria ad estendere questa iniziativa: «la giornata doveva essere universale: si doveva propagarla in tutto il mondo».
Così racconta padre Venturini nelle Memorie, alla data 4 giugno 1948:
Fin dal Gennaio abbiamo messo mano al lavoro di propaganda. Lettere e programmi per la Giornata sono stati spediti in tutte le parti del mondo, escluse solo quelle nazioni che sub hostili dominatione constitutae non avrebbero ricevuto la diffusione del nostro messaggio. E giunsero le risposte dalle più lontane alle più vicine regioni della terra, da parte di Nunzi Apostolici, di Cardinali, Arcivescovi, Vescovi, Prelati, Superiori di Ordini e di Congregazioni religiose: risposte tutte calde di amore di Dio, di fervore, e di entusiasmo. Specialmente la proposta che ogni Sacerdote si consacri al Cuore SS. di Gesù è accolta assai favorevolmente. Anche dalle varie Diocesi d’Italia eguale partecipazione e propositi di passare la Giornata Sacerdotale nel miglior modo possibile.
A partire dal 1949 ormai la Giornata comincia a diffondersi. Attraverso le sue pubblicazioni e tanti rapporti personali, la «minima Congregazione Sacerdotale» di padre Venturini (ricordiamo che alla fine del 1948 contava 36 membri, di cui solo 17 sacerdoti) propone per la festa del Sacro Cuore del 24 giugno «al clero di tutto il mondo di “esaltare Gesù Sommo ed Eterno Sacerdote e di studiare la Sue virtù e la sua santità, con la ferma volontà di conformare alla sua la propria vita sacerdotale”». Anche papa Pio XII scrive a padre Venturini per congratularsi e benedire l’iniziativa e dal 1950 la Radio Vaticana fa una trasmissione apposita in preparazione a questo momento.
La Giornata viene accolta con favore da molte Diocesi del mondo: nel giorno del Sacro Cuore si organizzano ritiri, momenti di adorazione e altre iniziative dedicate ai presbiteri, per alimentarne la fede e sostenerne la fraternità. Per più di 40 anni il tema e il messaggio sono curati dalla Famiglia religiosa fondata da padre Venturini.
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Arriviamo dunque nuovamente al 1995, anno in cui, alla vigilia della 49ma Giornata, l’iniziativa viene assunta dalla Santa Sede e proposta alla Chiesa universale da parte della Congregazione per il Clero. Per la Famiglia di padre Venturini fu un momento di gioia, ma anche di dispiacere perché la memoria del Fondatore che l’aveva voluta e della Congregazione che l’aveva portata avanti furono in realtà messe in secondo piano e persino dimenticate, venendo meno anche l’apporto di pensiero e di organizzazione che quest’ultima avrebbe potuto dare.
La Giornata di santificazione sacerdotale, pur con diverse sensibilità e concretizzazioni, continua.
In molte Diocesi ancora ci si raduna, promuovendo iniziative volte a sensibilizzare la preghiera per i presbiteri e organizzando per loro occasioni di crescita spirituale e fraterna.
Continua anche, soprattutto in queste occasioni, la riflessione teologica e pastorale sul legame tra il Sacro Cuore e il presbitero, perché la santità, chiamata di ogni battezzato, ha anche un modo proprio di realizzarsi nelle varie vocazioni della vita cristiana.
Nello scorrere rapido della storia, l’intuizione di padre Venturini merita ancora di essere promossa e coltivata e ci auguriamo che anche quest’anno l’occasione possa essere colta da molti presbitèri diocesani per offrire momenti di preghiera, formazione, comunione e per essere di stimolo a rimanere vicini ai Sacerdoti, specialmente nelle loro fragilità, sostenendoli nel cammino di santità.
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Un’ultima pennellata…
Alla vigilia della prima Giornata di santificazione sacerdotale, il 12 giugno 1947, le Cronache dell’Istituto dei Figli del Cuore di Gesù riportano:
«Don Strazzacappa, Direttore de “La Settimana del Clero” che fece sua iniziativa della Giornata Sacerdotale, scrisse a S. P. [Sua Paternità, modo in cui viene chiamato il Fondatore − ndr] che il Numero straordinario di detta “Settimana” per tale giornata raggiunse una tiratura insperata. Finora, oltre gli Abbonati, furono richieste circa 15000 copie da varie diocesi d’Italia».
I Figli e le Figlie di padre Venturini di oggi ringraziano Settimana e i Padri Dehoniani di oggi per questa costante e fraterna vicinanza, mai venuta meno.





