
Esce per il marchio Triveneto Theology Press della Facoltà teologica del Triveneto il libro digitale open access «Oggi in questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo» (Lc 19,9). La strategia teologica di Luca per la salvezza del ricco, di Giovanni Gaviraghi, con prefazione del biblista Carlo Broccardo, (Bible 2, pp. 308).
L’autore, Giovanni Gaviraghi, viene dalle scienze chimico-farmaceutiche ed ha conseguito il dottorato in teologia presso la Facoltà teologica del Triveneto.
I ricchi possono salvarsi? Gesù è molto severo con i ricchi cui sembra negare la salvezza, mentre premia i poveri offrendo loro di far parte del Regno dei Cieli. In realtà, egli non condanna la ricchezza ma il suo uso egoistico: essa dev’essere condivisa con i bisognosi come avveniva nella prima comunità cristiana.
La ricerca di Giovanni Gaviraghi parte dal Vangelo di Luca e dagli Atti degli Apostoli e approda a mostrare come gli insegnamenti di Gesù sul rapporto corretto con la ricchezza e la prassi della Chiesa primitiva sulla condivisione costituiscono ancora oggi la guida per la comunità cristiana.
Tra i numerosissimi studi pubblicati sulla tematica ricchezza-povertà, questo nuovo volume di Triveneto Theology Press porta un contributo nel correlare più strettamente il rapporto tra la ricchezza e il percorso per raggiungere la salvezza a livello personale; individua ed evidenzia, inoltre, il ruolo che la corretta gestione dei beni gioca nella costruzione della prima comunità cristiana, che costituisce il modello a cui si è ispirata e si ispira la Chiesa.
In particolare, l’ultimo capitolo prende le mosse dalla Chiesa di Gerusalemme, confrontata con il contesto socio-culturale dell’epoca, per poi mostrare l’attualità di quel modello di Chiesa per l’oggi, dal Conclilio Vaticano II a papa Francesco. Per Francesco, il povero assume una posizione centrale nella Chiesa: è un “luogo teologico” e, con la sua esperienza maturata nella povertà, evangelizza la Chiesa, così che possa divenire essa stessa povera e umile.
«La ricchezza gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della prima comunità cristiana, in quanto è uno degli strumenti più adeguati per eliminare, o perlomeno ridurre, la povertà nella comunità» scrive Gaviraghi, che aggiunge come la condivisione, sorretta da una fede convinta, sincerità di cuore e trasparenza, costituisca l’elemento chiave per la realizzazione della comunione, in linea con gli insegnamenti di Gesù.
«Il fondamento teologico della povertà della Chiesa sta nella scelta di Gesù di vivere una vita povera, dalla nascita in una grotta fino alla morte in croce. Similmente la Chiesa deve essere e apparire povera di fronte al mondo e conferire centralità al povero, vale a dire assumere “l’opzione preferenziale per i poveri”, cioè ritenere questi ultimi centrali nella vita della comunità».
Per la Chiesa di ieri come per quella di oggi, quindi, è essenziale mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù riportati da Luca: umiltà, povertà, aiuto agli indigenti materiali e spirituali, praticare l’accoglienza e la condivisione.
«La riflessione della Chiesa – riprende Gaviraghi – è continuata nel periodo postconciliare con molti interventi del magistero e ha prodotto nuovi frutti in papa Francesco. Il papa argentino riprende alcuni concetti sulla ricchezza presenti nell’opera lucana: la ricchezza di per sé non è cattiva, diventa ingiusta quando provoca squilibri e opprime il debole. Analizzando la situazione socioeconomica del mondo attuale, certamente molto diversa e più complessa rispetto a quella del primo secolo, papa Francesco non si esime dall’esprimere un giudizio molto critico».
Il magistero di Bergoglio ha posto al centro la povertà della Chiesa, insieme a quella di coloro che la società moderna scarta, espellendoli dall’economia e dalla vita civile; essi costituiscono, invece, la vera ricchezza.
Il pontefice riafferma con forza che i poveri più di tutti gli altri conoscono Gesù in quanto ne condividono la sofferenza e la condizione umile, essendo stati entrambi scartati e umiliati.
«La centralità del povero di papa Francesco è vicina a quella descritta nell’opera lucana – riprende l’autore –. Anzi, si può ben dire che il ruolo del povero è diventato per il pontefice ancora più pregnante: egli, infatti, fa assumere al povero l’importante funzione di “strumento” di evangelizzazione in quanto, mettendo al centro le afflizioni del povero, si capiscono meglio gli insegnamenti di Gesù sul corretto rapporto con i beni materiali».
In conclusione, Gaviraghi afferma che «il buon uso dei beni materiali illustrato dall’insegnamento del Gesù lucano e dal fondamento comunitario della Chiesa primitiva costituisce ancora oggi la stella polare che indica il percorso da seguire per accedere alla proposta salvifica di Gesù da parte di tutti i credenti, sia presi singolarmente sia come comunità ecclesiale».
- GIOVANNI GAVIRAGHI, «Oggi in questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo» (LC 19,9). La strategia teologica di Luca per la salvezza del ricco, Collana: Bible, 2, Triveneto Theology Press, pp. 308, ISBN 979-12-81328-280 (pdf) – isbn 979-12-81328-30-3 (paper). Free download.





