L’Hölderlin di Heidegger

di:

Hölderlin

«Siano liberi come rondini i poeti», sente dire Hölderlin. Ma, sostiene Martin Heidegger nel saggio Hölderlin e l’essenza della poesia (contenuto nel volume La poesia di Hölderlin), «questa libertà non è arbitrio senza vincoli e desiderio capriccioso, bensì suprema necessità».

Anzi, aggiunge, «la poesia, in quanto istituzione dell’essere, è doppiamente vincolata» (p. 54). Vincolata a cosa? «Ai cenni degli dèi» –  all’oltre, nel mio gergo – e all’interpretazione della «voce del popolo» (p. 55); all’altro, agli altri/e, nel mio gergo.

Qui si situano, per il filosofo, la legge più intima e, per dir così, l’essenza essenziale della poesia. A proposito: perché, a tal riguardo, interpellare Hölderlin e non, poniamo, Goethe, Dante, Omero, Shakespeare? O, magari, perché non fare una sorta di “media” dei poeti eccelsi di tutti i tempi, quasi una “poesia universale”?

In realtà, per Heidegger Hölderlin rappresenta il poeta del poeta proprio in quanto situato storicamente, espressione di una Terra e dell’apertura di un Mondo. Un’essenza della poesia frutto di una “media aritmetica” dei poeti e delle loro opere costituirebbe un’essenza inautentica; una sorta di artificio.

«L’essenza della poesia che Hölderlin fonda è storica in misura somma, perché anticipa un tempo storico. Ma quest’essenza, in quanto storica, è l’unica essenza essenziale» (p. 57). La poesia, infatti, in nuce è «istituzione», vale a dire «salda fondazione».

Il filosofo, poi, si sofferma su due affermazioni del poeta in apparente contrasto fra loro. La prima: il poetare è «l’occupazione più innocente di tutte». La seconda: «[…] e per questo il più pericoloso dei beni, il linguaggio, all’uomo è dato […]». Linguaggio che, naturalmente, è il campo della poesia.

Poniamoci in ascolto di Heidegger: «Perciò la poesia non prende mai il linguaggio come un materiale già presente, ma è invece solo la poesia stessa a rendere possibile il linguaggio. La poesia è il linguaggio originario di un popolo storico. È quindi viceversa l’essenza del linguaggio che va compresa a partire dall’essenza della poesia. Il fondamento dell’esserci dell’uomo è il colloquio in quanto autentico accadere del linguaggio. Ma il linguaggio originario è la poesia come istituzione dell’essere. […] Quindi la poesia è l’opera più pericolosa e al tempo stesso ‘l’occupazione più innocente di tutte’. Effettivamente. E solo pensando insieme queste due determinazioni capiamo l’essenza piena della poesia» (p. 52, corsivi miei).

Rispetto al “pericolo” e all’“eccesso” legati al poetare, a una sorta di “troppo pieno”, il filosofo giunge a evocare due versi di Hölderlin: «Il re Edipo ha forse / un occhio di troppo».

Dall’argomentare di Heidegger, forse qui più che altrove, traspare inoltre il connubio fra la tradizione culturale protestante – quella dell’aut aut, della particella esclusiva “solo, soltanto”, della “professione” come “chiamata”, “vocazione” –, quella cattolica della compositio oppositorum, quella ebraica dell’e tuttavia.

Print Friendly, PDF & Email
Tags:

Lascia un commento

Questo sito fa uso di cookies tecnici ed analitici, non di profilazione. Clicca per leggere l'informativa completa.

Questo sito utilizza esclusivamente cookie tecnici ed analitici con mascheratura dell'indirizzo IP del navigatore. L'utilizzo dei cookie è funzionale al fine di permettere i funzionamenti e fonire migliore esperienza di navigazione all'utente, garantendone la privacy. Non sono predisposti sul presente sito cookies di profilazione, nè di prima, né di terza parte. In ottemperanza del Regolamento Europeo 679/2016, altrimenti General Data Protection Regulation (GDPR), nonché delle disposizioni previste dal d. lgs. 196/2003 novellato dal d.lgs 101/2018, altrimenti "Codice privacy", con specifico riferimento all'articolo 122 del medesimo, citando poi il provvedimento dell'authority di garanzia, altrimenti autorità "Garante per la protezione dei dati personali", la quale con il pronunciamento "Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento del 10 giugno 2021 [9677876]" , specifica ulteriormente le modalità, i diritti degli interessati, i doveri dei titolari del trattamento e le best practice in materia, cliccando su "Accetto", in modo del tutto libero e consapevole, si perviene a conoscenza del fatto che su questo sito web è fatto utilizzo di cookie tecnici, strettamente necessari al funzionamento tecnico del sito, e di i cookie analytics, con mascharatura dell'indirizzo IP. Vedasi il succitato provvedimento al 7.2. I cookies hanno, come previsto per legge, una durata di permanenza sui dispositivi dei navigatori di 6 mesi, terminati i quali verrà reiterata segnalazione di utilizzo e richiesta di accettazione. Non sono previsti cookie wall, accettazioni con scrolling o altre modalità considerabili non corrette e non trasparenti.

Ho preso visione ed accetto