
Messaggio patriarcale per l’inizio dell’anno ecclesiastico e la Giornata solenne di preghiera per l’ambiente naturale (1° settembre 2026).
Eccellenze reverendissime fratelli gerarchi, e benedetti figli nel Signore,
per grazia di Dio, dispensatore di ogni bene, entriamo oggi nel nuovo anno ecclesiastico, onorando e celebrando sin dal suo inizio, con salmi, inni e canti spirituali, la Giornata di preghiera per la tutela dell’ambiente naturale.
La crisi ecologica contemporanea, nelle sue molteplici dimensioni, è una crisi della libertà umana, della nostra religione e della nostra filosofia, del nostro ethos e della nostra cultura. Ciò che viene prima è l’«alterazione dannosa» della nostra libertà — il nostro distacco e la nostra alienazione dalla Fonte della Vita; ciò che ne consegue è un comportamento distruttivo nei confronti dell’ambiente naturale.
Proviamo profonda gratitudine per il fatto che le iniziative e gli interventi pionieristici del Patriarcato Ecumenico, portati avanti senza interruzioni dal 1989, non solo abbiano rivelato gli aspetti spirituali del problema ecologico, ma abbiano anche aperto nuove vie e prospettive per affrontarlo.
I simposi ecologici, i relativi dialoghi intercristiani e interreligiosi, le raccomandazioni specifiche della Grande Chiesa in materia ambientale, l’enfasi posta sulle dimensioni sociali e sulle conseguenze della crisi ecologica, nonché altri sforzi simili, costituiscono insieme una solida proposta ambientale, che sottolinea la necessità imperativa di una «svolta copernicana» nella nostra comprensione dell’idea di progresso e nell’atteggiamento dell’umanità nei confronti della natura, nonché nelle azioni di coloro che sono impegnati nella vita politica, economica e sociale, delle Chiese e delle religioni, della scienza e della tecnologia, e di coloro che sono responsabili dell’educazione delle giovani generazioni.
Continueremo, con le parole e con i fatti, a promuovere la visione ecologica della Santa Grande Chiesa di Cristo e il dinamismo eco-compatibile del rapporto eucaristico, ascetico e doxologico con il creato, sottolineando sempre che è necessario un attento lavoro teologico per chiarire l’autentico messaggio ecologico della nostra fede e tradizione ortodossa, a beneficio del creato, che è «molto buono».
Siamo convinti che mettere in luce le dimensioni religiose ed etiche della minaccia ecologica porterà alla consapevolezza dell’importanza fondamentale della «responsabilità ecologica». L’umanità deve finalmente smettere di comportarsi come se non ne fosse consapevole e abbandonare definitivamente l’illusione che il pianeta Terra possa sopportare in perpetuo i pesi e la distruzione causati dall’attività umana, o che la natura abbia il potere di rinnovarsi da sola.
L’etica della responsabilità per la tutela dell’ambiente naturale deve trovare espressione a livello globale, nazionale, locale e personale. Ribadiamo ancora una volta che la coltivazione della responsabilità ecologica è un «imperativo categorico» per l’umanità, che si trova ad affrontare la più grande minaccia che le sia mai stata posta nel corso della sua intera storia.
È chiarissimo che, fintantoché il modello antropologico dominante sarà rappresentato dal «ricco stolto» del vangelo (Luca 12,17–21), con la sua dichiarazione: «Demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi; e lì immagazzinerò tutti i miei raccolti e i miei beni», e le sue parole: «Anima, hai molti beni accumulati per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti», l’umanità continuerà a minare il proprio futuro e ad annientare la propria «casa».
I «peccati della modernità» hanno creato — e continuano a creare — nuove divisioni e fratture tra l’umanità e la natura. L’«uomo-dio» contemporaneo persiste nel geocidio, ignorando ogni misura e limite in nome di disegni geopolitici e interessi economici, del consumismo e della soddisfazione di bisogni essenzialmente insaziabili, ma anche, a un livello più profondo, a causa di un capovolgimento dell’esperienza interiore vissuta e dei valori. Le conseguenze del dominio globale del desiderio di manipolare, strumentalizzare e sfruttare la natura si riveleranno tragiche per la vita sul nostro pianeta.
La crescente accettazione e l’istituzione ufficiale del 1° settembre come Giornata per la Protezione dell’Ambiente Naturale in tutto il mondo cristiano riveste oggi un significato particolare come simbolo e promozione concreta dell’unità dei cristiani. Inoltre, la glorificazione del «Creatore di tutto il creato» all’inizio dell’Indizione nella nostra tradizione liturgica costituisce una preziosa eredità, quale invito ed esortazione a rispettare il creato, che subisce le conseguenze di un’aggressione indecorosa causata dall’uomo.
Onorabilissimi fratelli e carissimi figli,
il rispetto dei pilastri fondamentali della civiltà ecologica può frenare le tendenze distruttive per l’ambiente e aprire l’«unica via ecologica», quella dello sviluppo sostenibile. Più in generale, l’umanità deve raggiungere un accordo su un corpus di valori fondamentali comuni che, in un mondo segnato da conflitti e polarizzazioni, funga da bussola per il cammino verso il futuro.
Consideriamo il principio di solidarietà come l’asse centrale di questo corpus di valori: la solidarietà come fonte di responsabilità condivisa, di dialogo e di sincera reciprocità, unitamente alla responsabilità collettiva per la tutela dell’ambiente naturale. Il rispetto concreto della sacralità della persona umana e la cura dell’integrità del creato sono, in una prospettiva cristiana, manifestazioni fondamentali della realizzazione eucaristica della Chiesa e della chiamata dell’essere umano a diventare «sacerdote» del creato.
In questo spirito, mentre preghiamo affinché il nuovo anno ecclesiastico sia propizio e fecondo di opere buone e gradite a Dio, invochiamo su tutti voi, per intercessione e mediazione della Santissima Theotokos Pammakaristos — la cui sacratissima icona custodiamo con riverenza nella Venerabile Chiesa Patriarcale e abbracciamo «con la bocca, il cuore e la volontà» — la grazia e la misericordia del nostro Signore e Dio e Salvatore Gesù Cristo, il cui Nome Santissimo sia benedetto e glorificato, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen!
1° settembre 2026
† Bartolomeo di Costantinopoli, il vostro fervente supplicante dinanzi a Dio.





