
A finire nel mirino del pettegolezzo offensivo – che crea «disordine informativo», perché ha lo scopo di confondere e mettere a disagio, non di informare – è stato questa volta mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia.
La vicenda merita qualche considerazione. Prima di tutto perché mons. Boccardo ha presentato una denuncia, come riferisce la stessa diocesi in una Nota. «In riferimento ad alcuni post offensivi e diffamatori nei riguardi dell’arcivescovo – si legge nella Nota della diocesi – pubblicati nella giornata di sabato 24 ottobre, si informa che questa mattina, (domenica 25 ottobre), lo stesso arcivescovo ha presentato formale denuncia presso il competente commissariato di polizia di Spoleto ed ha affidato la relativa documentazione al legale della Diocesi».
Ha ritenuto «offensivi e diffamatori» alcuni post e commenti pubblicati sui social nei suoi confronti apparsi dopo un’intervista rilasciata dal presule sulla legge sul fine-vita approvata in Umbria e ripresa da Vatican News. La denuncia riguarda l’autore materiale dei post (ne rimane solo uno, altri sono stati rimossi) e alcune persone che li hanno commentati. I messaggi contengono accuse personali ritenute di particolare gravità.
Nella stessa Nota, la curia arcivescovile ha reso noto che mons. Boccardo «ringrazia vivamente tutti coloro che dalla Diocesi e da varie parti d’Italia gli stanno esprimendo vicinanza e solidarietà e assicurano la loro preghiera».
Il post, che si può ancora leggere online, si esprime in termini molto offensivi: «Attorno al presule sono circolate negli anni numerose voci riguardanti la sua sfera personale (…). Indiscrezioni, voci, racconti e numerose testimonianze sotto anonimato che però danno il senso dell’uomo e della sua vita personale, tutt’altro che consona a un Arcivescovo. (…) Oggi si circonda di personaggi molesti, querelati da numerosi vaticanisti (compreso il sottoscritto). (…) La sua età lo colloca a poco più di due anni dalla pensione ma speriamo che il ruggito di Leone XIV si faccia sentire presto, chiudendo la parabola ecclesiastica di un (…) inadatto a ricoprire (…) incarichi istituzionali» (sono qui omessi i passaggi più offensivi, per rispetto dell’arcivescovo e dei nostri lettori).
Il riferimento «si circonda di…» sarebbe al direttore del blog Silere non possum, il quale però ha smentito ogni tipo di frequentazione, ricordando di avere conosciuto personalmente mons. Boccardo il 31 ottobre 2025, in occasione di un evento della diocesi, e di non averlo ulteriormente incontrato. Lo stesso blog, dal canto suo, ha pubblicato il 26 ottobre una ricostruzione della vicenda e della carriera di mons. Boccardo, prendendone la difesa.
Come ha dichiarato a SettimanaNews Francesco Carlini, dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della arcidiocesi di Spoleto-Norcia, «tante persone hanno segnalato i post ai gestori dei social X, Instagram, Meta, ottenendo la rimozione di alcuni contenuti».
Per quanto riguarda l’autore dei post, la persona − che ricopre l’incarico di vaticanista per il quotidiano Il Tempo − non figura nell’Albo nazionale dei giornalisti, curato dall’Ordine, né tra i professionisti né tra i pubblicisti.
Sempre sulla sua pagina Facebook, la persona in questione scrive così: «Ricordo ai buontemponi dell’etere che per essere vaticanisti accreditati ufficialmente presso la Sala Stampa della Santa Sede non serve alcuna iscrizione all’albo dei giornalisti, un istituto vetusto peraltro esistente solo in Italia». Una dichiarazione diversa dalle norme della Sala Stampa vaticana, che per l’accredito ordinario, cioè a lungo termine, per i giornalisti italiani chiedono necessariamente una copia della tessera professionale.
In conclusione, ci troviamo davanti a una vicenda abbastanza opaca, fondata su pettegolezzi, affermazioni non provate, basate sui criteri più negativi. Esempio perfetto di quello che chiamiamo «disordine informativo», ovvero la mescolanza di attacchi personali, illazioni, allusioni alla sfera privata. Da registrare la reazione dell’arcivescovo e la sua decisione di denunciare. Un fatto non consueto in questo panorama.





