
Si è svolta ad Assisi, dal 22 al 25 giugno 2026, la 75ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale organizzata dal Centro di Orientamento Pastorale (COP). Il tema che ha guidato questi giorni è stato: «Dopo la cristianità: quale cristianesimo? Sulle orme di San Francesco, per un mondo di fraternità e di pace». Al termine dei lavori della Settimana, il presidente del COP, il vescovo Domenico Sigalini, ha scritto questa lettera aperta alla parrocchia.
Cara Parrocchia, che d’ora in avanti avrai un prete soltanto ogni morte di papa…
Dalle mie parti si dice così quando è inutile sperare e perché: morto un papa ne fanno subito un altro e quindi ci sarà anche un prete nuovo; ma noi vogliamo tanto bene a papa Leone XIV, che sicuramente camperà moltissimi anni ancora.
Il problema è però che da più di 10 anni stiamo vivendo una scarsità di preti mai vista in questi ultimi cent’anni e le prospettive prossime lo confermano. Unità pastorali sono due belle parole, ma fanno la fotografia che si stanno mettendo assieme molte parrocchie con un parroco solo; ha preti che lo aiutano pure, anche se molti abbiamo più di ottanta anni o lì vicino.
La cosa è ancora più triste perché l’essere cristiani interessa sempre a meno persone. Possiamo ancora suonare le campane, ma molta gente non sa più che cosa vogliono dire, i battezzati diminuiscono non solo perché nascono meno bambini e bambine, ma perché i genitori (ne basta uno) non vogliono battezzare i figli. Le parrocchie hanno anche oratori e strutture, ma non sono sempre utilizzabili. Soprattutto però cresce continuamente gente che non crede, cui non interessa niente di Dio e della Chiesa, del vangelo e della vita cristiana.
Un po’ di preti e di laici ci siamo trovati per tre giorni ad Assisi a caricarci di speranza.
Sarà finita la cristianità, cioè tutte le belle abitudini e attività cristiane, c’è un aumento di ignoranza del vangelo, della Chiesa, della messa, dei sacramenti, ma non è morto il cristianesimo: il dono bello del vangelo che Dio ci dona continuamente, le capillari opere di carità che tanti cristiani fanno, l’azione preziosa che fanno tanti parrocchiani per spegnere i conflitti, gente che usa cellulari per far compagnia e aiutare i malati nelle tante solitudini, ma soprattutto giovani disponibili a mettersi a disposizione con la loro creatività ad aiutare a superare contrapposizioni; si tratta di fidarsi di loro prima che «dimostrino» qualcosa, di entrare in una relazione reale dove la fiducia precede le garanzie, luoghi in cui sia possibile abitare le grandi domande della loro vita: il senso, il futuro, la fede, la vita; dove il cambiamento non riguarda solo chi cresce, ma anche chi li accompagna.
Cara parrocchia abbi fiducia, ci sono laiche, laici e preti decisi che non ti molleranno.
Assisi, 25 giugno 2026
Domenico Sigalini,
presidente del COP





