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L’ascesa dell’AfD in Germania e di Vannacci in Italia riporta a galla tentazioni da Seconda Guerra Mondiale. È facile cedere al fascino di risposte facili a domande complesse. Ma l’alternativa è ancora più semplice: gli europei vogliono davvero essere governati da Mosca?
La doppia sfida dell’AfD in Germania e di Roberto Vannacci in Italia rischia di essere la miccia di un’involuzione europea che trascina il mondo su percorsi ignoti. O forse, meglio, su strade ben note: quelle di un secolo fa.
Infatti, da oltre un millennio, la Germania e l’Italia sono state l’asse intorno a cui ha ruotato la storia del continente, e questo asse ha fatto scivolare il continente e il mondo nel più devastante conflitto della storia.
Domenica in Sassonia, l’AfD potrebbe ottenere una maggioranza sufficiente per governare da sola la regione dello Stato federale tedesco. Sarebbe un segnale allarmante per la Polonia e la Russia. L’AfD è filorussa e quindi risolleva incubi mai sopiti di una spartizione della Polonia e dell’Europa centrale fra tedeschi e russi, come ricorda Marcello Neri[1].
Capri espiatori
L’altro segnale è quello di una quasi-ufficializzazione del razzismo di Stato contro gli immigrati, in particolare contro quelli provenienti da paesi musulmani e africani. Il razzismo tedesco ha una storia semplice, in fondo.
La Germania, alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, era filo-ebraica e anti-slava. Poi, come spiega Michel Korinman in Deutschland über Alles, nel 1917, durante le sanguinosissime offensive sul fronte orientale, i tedeschi si resero conto che gli slavi erano troppi. Il razzismo, quint’essenza nella ricerca di un capro espiatorio, doveva concentrarsi su numeri piccoli, come quelli degli ebrei, e non su grandi, come quelli degli slavi.
È quindi facile pensare che, dopo i primi entusiasmi antimusulmani e anti-africani, il razzismo dei neonazisti seguirà il passo dei veteronazisti. I musulmani sono più di 1 miliardo e gli africani altrettanti. Difficile essere razzisti e al potere con così tanta gente che poi ha tanto potere di suo. Più facile essere razzisti contro i soliti pochi, invidiabili ebrei.
Con la Russia, poi, è uguale. Schiacciati su due fronti, polacchi ed europei centrorientali, vennero travolti dai tedeschi, ma per la maggior parte furono poi assorbiti dai russi. È facile credere che oggi Mosca pensi negli stessi termini, riprodotti in chiave moderna.
Una grande influenza dei neonazisti in Germania scombina l’asse del potere europeo, giustifica l’ascesa al potere in Francia di Marine Le Pen, spaventa a morte gli europei centrali, spingendoli ad abbandonare l’Ucraina.
A quel punto, tanto potrebbe cominciare a cambiare sul fronte virtuale politico, regalando la testa dell’Europa e dell’Occidente al capo di Mosca, Vladimir Putin.
In realtà, anche con una vittoria dell’AfD in Sassonia, siamo molto lontani da questa realtà; comunque devono essere compiuti molti passaggi difficili. Siamo però a quel punto abbastanza vicini da pensare che lo scenario non sia più fantasia, ma possa essere realizzabile.
Forze del passato
La forza dell’estrema destra oggi è quella di un secolo fa: sventola il capro espiatorio dei migranti e promette sicurezza, sociale ed economica per tutti. La sicurezza sociale ed economica oggi è a rischio per molti europei, a causa della multiforme sfida della trasformazione economica e sociale, della crisi industriale, dell’aumento della disoccupazione e del parallelo aumento dell’offerta di lavoro a basso costo di migranti extraeuropei, e della percepita, ma spesso irreale, crescita della microcriminalità.
Il tutto è coronato da un’ideologia raffazzonata del crollo o del declino dell’Occidente, che, in realtà, si coniuga con teorie antioccidentali del ritorno a un passato mitologico e barbarico. In molti sensi, ciò comunque favorisce gli Stati che vogliono e tifano proprio per il declino dell’Occidente.
La risposta offerta a questi problemi è quella semplice di imporre un ordine draconiano e distribuire micro prebende ai poveri disgraziati.
La teoria è un ritorno a un antico trionfo che non c’è mai stato, se non in fantasie mitologiche di danze delle valchirie. Risposte semplici a questioni complicate diventano estremamente affascinanti per persone spaventate, che si sentono a rischio, impazienti e senza tempo né aria per pensare in modo più largo.
Questo rende difficile la risposta politica per i governi democratici. In America, negli anni ’40, la passione neonazista di ampie fasce della società contribuì forse a motivare l’intervento contro i nazisti nella Seconda guerra mondiale.
Oggi, forse, uno sforzo politico deciso potrebbe iniziare a invertire la rotta in Germania.
Se Berlino si sente davvero sotto la minaccia tedesca e se i russi attaccano davvero la Germania, i tedeschi devono e possono mobilitarsi in uno sforzo nazionale contro la Russia, togliendo fiato e benzina all’estrema destra filoputiniana.
Lo Stato tedesco è forte e, nella maggior parte del territorio, l’ultradestra non ha i consensi che riscuote in Sassonia. Quindi, in teoria, è possibile uno sforzo in questa direzione e invertire la marea.
Italia
In Italia, le cose sono più semplici e più complicate. Sono più complicate perché Vannacci non è isolato. Lui è solo uno dei tre partiti putiniani, e nessuno degli altri partiti di governo o di opposizione si schiera apertamente contro la Russia, preferendo posizioni possibiliste.
Questa atmosfera, infatti, e l’eterna passione italiana per l’inciucio, danno a Vannacci spazio che l’estrema destra non ha in altri paesi europei. È anche più difficile perché il partito di maggioranza al governo deriva dall’ultradestra e solo recentemente la premier Giorgia Meloni ha detto che non si può definire antifascista, pur condannando il fascismo.[2] Meloni dovrebbe dirsi chiaramente antifascista e rimettere in sesto la narrazione del suo partito e del governo, allontanandosi dall’estrema destra. Se non la fa, l’estrema destra la divorerà completamente dopo averla mutilata come sta accadendo ora.
Quindi, è più difficile tracciare una linea tra lei e Vannacci sul fascismo. Perché il fascismo di Meloni va bene, mentre quello di Vannacci no? Inoltre, Vannacci appare più articolato, sicuro di sé, calmo e posato rispetto alla premier.
Tuttavia, in teoria, le cose sono più semplici in Italia. Diversamente da altri paesi, dove i leader dell’ultradestra non hanno un’esperienza politica da misurare, Vannacci invece sì. Tra la vigilia dell’invasione russa dell’Ucraina e l’inizio dell’invasione, era l’addetto militare italiano a Mosca. Era il punto di riferimento istituzionale del paese nella percezione degli eventi in corso.
In questa posizione molto particolare, prima disse in modo riservato che la Russia non avrebbe invaso, e poi sostenne che la Russia sarebbe entrata in Ucraina come un coltello nel burro[3]. I fatti dimostrano banalmente che queste due affermazioni erano errate. Non era peraltro vero che l’invasione fosse imprevista e la sconfitta russa nemmeno. [4]
Cioè, nel momento cruciale della sua carriera, più importante e determinante per il Paese, Vannacci diede indicazioni chiaramente sbagliate. Vannacci, quindi, è un incapace, o ha diffuso informazioni palesemente false al suo paese, ed è un traditore. Oppure entrambe le cose. Quartum non datur: non c’è una quarta possibilità.
Questo suo passato dovrebbe essere più che sufficiente a inchiodare l’ex generale e condannarlo alla gogna dell’opinione pubblica.
Nato o non Nato
Inoltre, per l’Italia, la Germania, la Francia e tutta l’Europa, la domanda fondamentale è una sola: i paesi europei vogliono restare nella Nato e con la Nato, o affidarsi alla Russia per la propria sicurezza? Forse, se questa alternativa fosse posta chiaramente a tutti gli elettori dell’ultradestra, pochi si fiderebbero di Mosca come l’Europa si è fidata di Washington per ottant’anni.
Oggi, come sempre, la politica estera è componente dirimente della politica interna. Davanti alle risposte semplici dell’ultradestra, forse c’è un’alternativa ancora più semplice per gli elettori: volete diventare sudditi di Mosca o restare negli equilibri attuali, con tutto ciò che le due scelte comportano? La democrazia è bella perché è vera, e la verità va presentata ai votanti senza infingimenti: da che parte vogliono stare le persone comuni? Se le domande sono poste in modo sbagliato, le risposte saranno sempre sbagliate.
Qui, il ruolo della Chiesa cattolica può essere unico. A differenza di un secolo fa, quando il cattolicesimo era emarginato in metà d’Europa, la Santa Sede gode oggi di un prestigio senza pari. Il suo compito è arduo e apparentemente contraddittorio: evitare una rottura con la Russia e arginare l’ascesa del neofascismo in Europa. Al papa servirebbe un miracolo per riuscirci. Ma ha un rapporto speciale con Dio; è in missione per Lui. Se qualcuno oggi può fare un miracolo, è lui.
[1] https://www.appiainstitute.org/articles/europe/what-past-for-germanys-future/
[2] https://www.nytimes.com/2026/08/21/world/europe/italy-giorgia-meloni-interview-profile.html
[3] https://www.ft.com/content/dd2069b2-9fa0-4b87-95dc-cd7ee75f3096?syn-25a6b1a6=1
[4] Cf. https://www.settimananews.it/informazione-internazionale/putin-asymmetric-war/






La vittoria di AfD era ampiamente attesa; curioso ce ne si meravigli. La divulgazione mainstream vuole attribuire il successo di questo risultato e di altri analoghi, arrivati o che arriveranno, particolarmente ai tratti xenofobi, razziali, conservatori che connotano questi movimenti. A mio vedere il discorso è differente. Le ultra destre, delle quali dobbiamo avere paura, fanno breccia nel cuore dei popoli europei non per le questioni migratorie o per il contrasto alla dimensione woke, ma perché paiono le uniche forze che si distanzino nettamente dall’ipermilitarismo al quale sembriamo condannati in ordine ad una ineludibile guerra imminente. Poi, secondariamente, emerge la stanchezza verso una sudditanza agli USA che di fatto pregiudica il benessere e la crescita del continente da decenni. L’Europa non vuole la guerra, non vuole vedere la prorpia popolazione peggiorare la qualità della vita, il proprio welfare, la propria sanità. E’ paradossale che forze che predicano politiche di buon grado aggressive, siano quelle moderate nel confronto di questi temi portanti. La CDU del cancelliere Merz porta avanti una politica scellerata, penso si possa concordare. In questo bailamme, chi sono i veri moderati, o meglio, dove sono? Gli uni predicano il razzismo, gli altri la guerra. In Sassonia gli elettori hanno scelto coloro che predicano razzismo, ma sono contrari alla guerra ed al riarmo. Le nostre classi politiche devono comprendere che la traiettoria intrapresa potrà essere invertita soltanto se si ammette che il problema è questo.
“ma perché paiono le uniche forze che si distanzino nettamente dall’ipermilitarismo”
Su questo ho seri dubbi… A meno di non voler dare un valore aggiunto al “paiono”
Nessuna critica all’ attuale dirigenza della Germania? Nessuna critica all’ ex-CEO di BlackRock Mertz? Una analisi politica se tua non si ferma a fenomeni ( nazismo) di settanta anni fa, ma parla del presente. Forse alcuni tedeschi votano AfD non perche’ nostalgici del nazismo ma oetche’ profondamente delusi dall’ attuale governo tedesco. E mio figlio che abita a Berlino da otto anni mi dice che l’ ex-Germania dell’ Est, fra cui la Sassonia sono fra fra le zone piu’ arrabbiate contro l’ élite globalista e capitalista al comando in Germania che per altro ha riportato solo insuccessi in campo economico, ha distrutto l’ industria automobilistica e ha sulla coscienza milioni di licenziamenti di operai. In Germania c’ e’un una netta differenza fra zone benestanti e anzi ricche , tra cui la Baviera e l’ ex Germania Ovest, e zone poverissime come l’ ex-Germania est dove poverta’, disoccupazione e scontento aumentano.
beh, forse dovrebbero dare non le colpe all’attuale leadership tedesca, ma a quattro decenni di comunismo, che aveva finito per generare stagnazione economica e tanti altri problemi.
La Germania unificata ha cercato di colmare il divario sociale ed economica investendo circa 2.000 miliardi nell’Est, e il risultato è che quelle zone ringraziano votando l’estrema destra (Die Linke e BSW) e l’estrema destra di AfD.
Come molti paesi dell’est che comprendono a fatica i meccanismi democratici risultano irriconoscenti verso l’Europa. Li abbiamo accolti e saranno loro a seppellire l’Europa.
I quattro decenni di comunismo ad i quali si riferisce sono succeduti da altri quattro decenni di democrazia. Mi perdoni, ma credo le logiche siano un po’ più complesse. Del resto è certo che la Germania vive una parentesi buia, la più buia dell’ultimo decennio. La Sassonia è una regione povera, rappresenta economicamente il 2% del PIL nazionale; la traiettoria involutiva del sistema paese, quindi, colpisce più duramente che in zone più ricche. A cosa attribuiamo l’involuzione economica del paese? Ad i quattro decenni di comunismo o alla chiusura, ridimensionamento, delocalizzazione di centinaia di grandi realtà di impresa determinata da politiche scelerate che vanno a danno dei cittadini tedeschi?