
Pascal Schreiber, rettore del seminario dei lefebvriani a Zaitzkofen e designato all’episcopato.
La comunicazione della Fraternità sacerdotale san Pio X (lefebvriani) viene scandita in funzione e a conferma delle progettate ordinazioni episcopali. Anzitutto l’annuncio fatto il 2 febbraio. Poi arriva il comunicato del consiglio generale della Fraternità per rifiutare la proposta di dialogo suggerita dal card. Victor Manuel Fernandez.
Il passo successivo è stata la dichiarazione di fede cattolica rivolta a Leone XIV e l’annuncio dei quattro nomi dei designati all’episcopato: Pascal Schreiber, Michaele Goldade, Michel Poinsinet de Sivry. Marc Hanappier.
L’attesa ordinazione viene preparata da comunicazioni che testimoniano la salute e la crescita della comunità: i seminari fiorenti e la galassia delle comunità religiose fuoriuscite dalle obbedienze precedenti per “accasarsi” nei pressi della fraternità. Il seminario bavarese di Zaitzkofen, ad esempio, è oggi al massimo del suo sviluppo con 54 studenti teologi.
Il rettore Pascal Schreiber, uno dei futuri vescovi, ha annunciato l’entrata nel 2025 di nove giovani con l’età media di 22 anni. Il sito ufficiale elenca puntigliosamente le 26 comunità religiose di varie appartenenze che fanno riferimento al loro magistero: 19 femminili, 7 maschili.
«Una vera e propria costellazione di vita religiosa è stata mantenuta o riformata: più di venti rami tradizionali, derivanti da ordini e congregazioni storiche, mantengono le loro antiche costituzioni in tutto il loro rigore e la loro bellezza, attirando centinaia di giovani uomini e donne».
Mostrare i muscoli e proclamare la fede
Non contenti della dichiarazione di fede cattolica di un mese fa, il superiore generale, don Davide Pagliarani, e il suo consiglio (mons. Alfonso de Galarreta, p. Christian Bouchacourt, mons. Bernard Fellay e p. Franz Schmidberger) pubblicano una Professione di fede cattolica della fraternità sacerdotale san Pio X per illuminare le anime di fronte agli errori moderni (24 giugno).
18 pagine, 154 numeri, 127 note raccolte sotto 17 titoli: la rivelazione divina, fede e tradizione; Dio, principio e fine di tutte le cose, Santissima Trinità: la creazione dell’uomo e l’ordine soprannaturale della grazia; il peccato originale e la condizione dell’uomo; Gesù Cristo, Verbo incarnato, unico mediatore e redentore; la santissima Vergine Maria nell’economia della salvezza; la Chiesa cattolica, corpo mistico di Cristo e unica arca di salvezza; lo Spirito Santo, santificatore delle anime e anima della Chiesa; il pontefice romano, l’episcopato e la costituzione gerarchica della Chiesa; il magistero custode del deposito rivelato; l’ordine morale e la legge di Dio; la regalità sociale di Cristo e la civiltà cristiana; i sacramenti della nuova legge; il santo sacrificio della messa, la santa eucaristia e la liturgia cattolica; la vita cristiana, la santità e la perfezione della carità; i novissimi e la speranza cristiana; la crisi moderna e il dovere di professare la fede.
Quanto ai contenuti non c’è nulla di nuovo che non sia stato già detto e ripetuto. Se si tolgono le critiche e le osservazioni ai numerosi “errori” conciliari e al loro contesto teologico e pratico di riferimento rimane al lettore un traliccio dogmatico desueto con legami occasionali e formali alla Scrittura.
Attingendo alla “retorica del confronto” i firmatari “inventano” una Chiesa da cui poter prendere distanza senza mai affrontare le loro interne contraddizioni: attestano la tradizione per uscirne, difendono il papato per ignorarlo, rifiutano il moderno usando tutta la sua strumentazione concettuale ecc.
La galassia e l’appello
La decisione della fraternità di quattro nuove ordinazioni episcopali ha messo in fibrillazione le aree tradizionaliste più radicali di loro – spesso si tratta di fuoriusciti – dove le ordinazioni sono già moneta corrente. I redentoristi “transalpini” che hanno recentemente riaperto il conflitto con la Chiesa negandosi alla comunione con il vescovo di Aberdeen, Hugh Gilbert, hanno deciso di fare ordinare vescovo il loro superiore e fondatore, p. Michael Maly.
Per l’ordinazione, prevista il 25 luglio prossimo, chiameranno uno dei numerosi vescovi della galassia tradizionalista, il “sedevacantista” Pierre Roy. Ordinato da Rodrigo Ribeiro da Silva e questo a sua volta ordinato dal Richard Williamson, cacciato dalla fraternità san Pio X, Roy è stato mentore e garante per un certo periodo delle clarisse scismatiche spagnole di Belorado, è critico della fraternità san Pio X ritenuta cedevole e incoerente e appartiene ai “vescovi” dei molti spezzoni fra loro contraddittori del tradizionalismo radicale.
Fra questi, il sodalizio Mater Boni Consilii, che in un comunicato del 5 maggio denuncia i gravi errori del lefebvrismo, ma difende vigorosamente la validità delle loro ordinazioni. Forse per coprire la propria: Geert Stuyver, ordinato nel 2016 da Robert McKenna.
In questo contesto è risuonato l’estremo tentativo di papa Leone XIV per impedire lo scisma. Il 16 giugno ha detto di pensare a un ultimo appello per invitarli a non farlo, aggiungendo «ma la scelta è loro […] Bisogna renderci conto di ciò che significa, per loro. Per la Chiesa certamente la divisione tra i cristiani è sempre un punto molto doloroso, però loro rifiutano di accettare certi elementi fondamentali della Chiesa, cominciando da diversi punti del concilio Vaticano II. Se fanno quella scelta mi dispiace, ma noi dobbiamo andare avanti».






Per il Sig. Kamar
Caro Sig. Kamar,, lei scrive, riferendosi a me: “”Perchè tanta animosità…?””, “”mi sembra che il livore sia di tipo politico””. Lei forse non sa che a festeggiare ad Econe ci sarà aanche Borghezio, un ex leghista estremista, ora nel partito di Vannacci (Decima MAS…, ha presente?); e ci sarà anche un consistente gruppo di Forza Nuova, formazione di fede fascistissima, continuamente esaltata. Tenga inoltre presente che Lefebvre ha sempre avuto un atteggiamento grandemente amichevole verso i dittatori Franco, Pinochet , Salazar e Videla. Più politico di così!!! Il fatto è che il problema, in effetti, non è tanto la messa in latino ma il rigetto totale, assoluto, del Concilio Vaticano II, di cui non accettano nulla. Vogliono la Chiesa Tridentina, in un mondo totalmente diverso: i postulati essenziali della Fede, quelli immodificabili, sono pochi, tutto il resto non può non risentire delle varie epoche storiche in cui abbiamo la ventura di vivere. Cordiali saluti
Non ritiene, allora, che l’obiettivo dei lefebvriani sia proprio quello di agganciare ideologicamente il tradizionalismo reazionario e offrire una sponda devota a chi pratica l’estremismo politico? Ricreare l’alleanza tra il trono e l’altare sarebbe per loro un risultato estremamente positivo, dimentichi dei risultati negativi – per il Vangelo – che questa alleanza ha avuto nel passato
We’ll meet again
Don’t know where, don’t know when
But I know we’ll meet again
Some sunny day
Keep smiling through
Just like you always do
‘Til the blue skies drive the dark clouds
Far away.
Perchè insistere per evitare uno scisma che è già nei fatti e che loro vogliono fortemente perchè ritengono frutterà ulteriori adesioni di fedeli? Dai comportamenti messi in atto e dalle dichiarazioni rilasciate nel tempo sembra chiaro che l’obiettivo principale dei lefebvriani è quello di agganciare ideologicamente il tradizionalismo reazionario che sta mietendo tanti consensi in Europa e negli USA: offrire una sponda devota a chi combatte politicamente il multiculturalismo, la libertà religiosa, gli immigrati, l’emancipazione della donna, la libertà di coscienza, la democrazia, etc.etc. Non accetteranno mai di venire a patti perchè più estremista sarà la loro posizione maggiore sarà il numero degli adepti che ingrosseranno le loro fila. Facciamocene una ragione, la Chiesa ha superato ben altre prove
Egregio Sig. Croce perche’ tanta animosita’ e voglia di scomunica verso un gruppo che, in pratica, vorrebbe solo riferirsi al messale tridentino che non mi sembra sia un sacrilegio, applicato in Chiesa per secoli.
Recentemente la CEI con Zuppi ha concordato un documento unitario con religioni e pseudoreligioni ben peggiori della congrega S. Pio X.
Mi sembra che il livore sia di tipo politico.
Dopotutto il grande Benedetto XVI , Papa Ratziger,aveva spazzato via tale bega fra monaci.
x Adelmo: “Dopo il Vaticano II valido, lecito e non scismatico.”
Secondo me c’è una bella differenza tra chi ha fatto uno scisma 1000 anni fa, e chi lo sta facendo adesso. Già molti nuovi fedeli della Fraternità di Lefebvre sono nati e cresciuti dopo il concilio e ci sta che si sentano più lontani da Roma. Non riesco a capire che senso abbia paragonare situazioni di secoli secoli fa con una che sta avvenendo in diretta streaming oggi. Soprattutto dopo la revoca della scomunica stessa da parte di Benedetto XVI, Il Summorum, lunghe trattative e dialoghi. Poi alla fine non è che scompariranno per Roma, diventeranno fratelli separati e amen, continueremo ad avere rapporti, ma regolati diversamente e per loro stessa volontà che ci limitiamo ad accetare.
E’ come se fossero loro a scomunicare noi, non considerandoci degni di quello che considerano il mandato petrino. Ed è la seconda volta..
Ma non sto dicendo niente.
Soltanto da un punto di vista esclusivamente logico non vedo nessuna differenza fra gli scismatici Lefebvriani e gli scismatici orientali.
Se poi lo scisma è di oggi o di cinquecento anni fa non cambia i termini del problema.
Quindi sono d’ accordo con lei ma la scomunica per scisma non si può comminare agli antipatici e revocare ai simpatici. Applicare in questo modo il diritto toglie ogni credibilità.
Cronologicamente sono più vicini ai vetero-cattolici. Che hanno rifiutato il VatI. Lo storico Martina diceva che ad ogni concilio si perde un pezzo di Chiesa.
Rovesciando i termini allora prima di quella tridentina le altre tradizioni mozarabica, gallicana ecc non sarebbero tali. I lefnivriani sono vittime di una mentalità ritualistica
X Adelmo mi pare che sia automatico proprio perché è un atto di disubbidienza disciplinare formale. Con Bartolomeo siamo in piena comunione? Ammetto di conoscere poco la Chiesa orientale ma non mi pare che gli ortodossi riconoscano l’autorità papale. Il Papa in pratica può scomunicare (letteralmente togliere dalla comunione) solo chi è ancora in comunione piena. Alla fine ha i poteri che gli riconoscono i fedeli che si identificano con l’autorità petrina.
Aggiungo: più che scomunicare in questo caso il Papa prende atto che è venuta meno la comunione causa grave disubbidienza. Poi se qua dentro c’è qualche canonista che può chiarire meglio…
Fino a Paolo VI i Patriarchi di Costantinopoli erano scomunicati proprio perché si sottraevano all’autorità del papa.
La nuova ecclesiologia ha reso impossibile una tale scomunica perché il papa ha rinunciato ad essere il capo di tutti i cristiani e riconosce, nei fatti, l’esistenza di linee episcopali sottratte alla sua autorità. È ovvio che queste linee episcopali sottratte all’autorità del papa sono valide, vere e utili alla salvezza perché altrimenti bisognerebbe ritornare alla vecchia ecclesiologia preconciliare. Mi pare tutto abbastanza chiaro.
Diciamo che il dialogo inter-religioso nella visione del Vaticano II è un tentativo di recuperare questa autorità, non attraverso la condanna, ma per attrazione. Di fatto già il Papa ha riacquisito un’autorevolezza etica che anche altre Chiese e religioni gli riconoscono. Solo lo fa in modi diversi. Quello che voglio dire è che è proprio la fissazione formale e giuridica dei lefebvriani a porli di fronte alla scomunica. Avrebbero potuto continuare ad avere buonissimi rapporti con Roma, ma volendo porsi come l’unica alternativa a Roma ci sta che scatti la scomunica.
Forse potrebbe succedere anche in Germania se il cammino sinodale intraprendesse lo stesso scontro giuridico formale, alla fine da Roma gli hanno fatto capire che ci sono molti spazi per le aperture e che possono pure gestirsele con una certa autonomia. E’ lo scontro frontale che ad un certo punto rende inevitabile la rottura.
Nel 1054 la Chiesa latina e quella d’oriente si erano reciprocamente scomunicate (anche se la scomunica lanciata dal legato pontificio, a Costantinopoli, contro il Patriarca, che a sua volta rispose con la stessa misura, non poteva essere ritenuta valida perché il Papa era già morto da qualche giorno). Nonostante la scomunica, però, la Chiesa cattolica ha sempre considerato valido l’episcopato ortodosso. Non si tratta perciò di una nuova ecclesiologia derivante da una presunta rinuncia del Papa ad esercitare il primato petrino
È giusto, l’episcopato orientale è sempre stato riconosciuto valido.
Valido, illecito e scismatico fino al Vaticano II.
Dopo il Vaticano II valido, lecito e non scismatico.
Come si fa a non cogliere le differenze?
Con le scomuniche , non si risolve nulla.
Forse, ma senza giustificare, i Lefebriani credono veramente , al contrario di certi paludati soggetti dediti ormai solo alla politica.
Ultrapapisti in teoria, i lefebvriani non contestano, infatti, il Papa, però non accettano le sue indicazioni quando queste vanno contro le loro convinzioni granitiche (hanno combattuto contro 4 Papi); nei fatti praticano l’aborrito relativismo, decidendo loro quello che è giusto e quello che non lo è; gli scomunicati, se scomunicati saranno, dovrebbero essere destinati alla dannazione eterna ma loro escludono – per loro – questo destino. Anche questa è una forma di religione “à la carte”
Tutto questo è già stato chiarito da GPII al momento della scomunica, non è nulla di nuovo. Era giusto offrire ai fedeli di sensibilità più tradizionale una opportunità di rientrare nella Chiesa Cattolica, penso che ormai chi voleva riavvicinarsi lo ha già fatto e amici come prima.
E’ come avere una sola coperta e cercare di coprire tutti, è impossibile di fatto. E personalmente vale un po’ per tutti.
Meglio se ci lasciano, una separazione opportuna per loro e per noi
Loro, pur essendo sicuramente cristiani e, come noi , possibili eredi anch’essi del Regno, sognano un’altra Chiesa, quella di una volta: la cittadella assediata dalla modernità con la quale non ci può essere alcun dialogo; la Chiesa Istituzione mondana che, come tutte le altre Istituzioni , a partire dagli Stati, apprezza il potere ed il danaro perché la chiesa “deve essere ricca per poter aiutare i poveri”; la Chiesa dello sfarzo, della Sedia Gestatoria, degli strascichi di seta lunghi 15 metri sfoggiati dal cardinal Burke; la Chiesa del Sillabo, del potere temporale necessario per essere indipendenti; insomma la Chiesa rappresentata dal triregno, la Chiesa trionfante, diversa dalla Chiesa pellegrina che arranca a fatica per le vie del mondo. Si dirà: ma è stato così per tanto tempo, perché ora non andrebbe bene? Perchè certamente la verità di Dio non cambia, ma cambia però il modo in cui la comprendiamo; più l’umanità progredisce nella cultura e nella conoscenza più riesce a capire la profondità del messaggio divino che, però, le deve essere proposto con categorie attuali, comprensibili, non certo con categorie adatte ai secoli scorsi. I postulati essenziali della Fede, quelli immodificabili, sono pochi, tutto il resto risente delle varie epoche storiche in cui abbiamo la ventura di vivere.
A costoro va risposto per le rime, proprio col Concilio di Trento e il Vaticano I in mano: sono gli stessi Seripando, Bellarmino e Franzelin a confutarli.
Dopo il Vaticano II e le sue ultime derive, devi affermare che la molteplicità delle religioni è un dono voluto dal Signore, dialogare con chi sostiene che Gesù non è figlio di Dio o con chi non crede nella Sua presenza reale nell’Eucaristia. Puoi persino dichiararti teologo non teista, puoi andare ad Assisi con seguaci di altre religioni a pregare (pregare, ma chi?) per la pace. O ancora: firmare in pompa magna un documento sincretista per la fratellanza universale, tipico ideale massonico. Ma guai… guai se anche solo ti azzardi a restare fedele alla tradizione, sia nel magistero, sia nella liturgia. Allora, tutte le paroline magiche (ascolto, dialogo, inclusione, camminare insieme…) si sciolgono come neve al sole di questa torrida estate.
Se costoro non sono in comunione col papa non esiste tradizione che tenga, non puoi dire che il papa è successore di Pietro e tre secondi dopo dire che il tizio tal dei tali non è papa perchè ci gira a noi, a costoro non importa nulla della tradizione, vogliono fare quello che vogliono fregandose della comunione ecclesiale, per loro è solo un pretesto come un altro per distinguersi e mantenere i proprio privilegi.
Altro che tradizione non hanno nemmeno le basi di una tradizione. che non sia solo quella che fa comodo loro.
Ha ragione il papa, vadano dove vogliono, noi si va avanti e pace.
Questa è una ecclesiologia preconciliare. Ormai questa storia della comunione con il papa è veramente superata. La Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa Cattolica ma non in maniera esclusiva. Esistono diversi gradi di comunione, perfetta, parziale, quasi perfetta ecc.. Per questo motivo esistono Chiese, come quella di Costantinopoli, che riconoscono al papa un puro primato d’onore e che fanno e disfano Vescovi come loro meglio pare. E si tratta di vescovi residenziali, titolari di diocesi, non di soggetti privi di giurisdizione. In nome della nuova ecclesiologia il papa Paolo VI ritirò a suo tempo la scomunica comminata agli scismatici orientali. Conseguenza ovvia del fatto che scismatici non erano più. Ora per i quattro gatti dei Lefebvriani il papa pretende di essere di nuovo il Vicario di Cristo, Patriarca d’Occidente, Successore di Pietro?
Sono faccende superate: il triregno, la sedia gestatoria, la guardia nobile, i flabelli tutte storie vecchie. Oggi vale il motto vivi e lascia vivere. Tutti sono cristiani o cattolici, chi più chi meno, e tutti sono nella Chiesa.
La scomunica è assurda in epoca di ecumenismo, è un non senso, una contraddizione in termini. Roba desueta.
In questo caso è una scomunica disciplinare più che teologica, non chiedono ai Lefebvriani di giurare sul Concilio chiedono di non ordinare vescovi. Da questo punto di vista per i progressisti è più facile perchè non credendo in particolar modo nel sacerdozio non sentono necessità di ordinare nessuno. Prendi Mancuso: che gli fai? non è sacerdote, non è teologo cattolico, è un privato cittadino che scrive quello che vuole. E’ come con il divorzio: puoi divorziare da tua moglie, con qualcuno cioè da cui sei formalmente legato, mentre non puoi divorziare dal tuo vicino di casa, non avendo un legame da rescindere. A sinistra è più facile perchè tendono ad uscire dalla Chiesa scivolando fuori lentamente.. E’ comprensibile.
Grazie Signora Angela, continuo a non capire perché il papa non scomunica Bartolomeo di Costantinopoli: anche lui ordina vescovi senza mandato pontificio.
Anzi lì sono state istituite diocesi e parrocchie, cosa che i Lefebvriani non hanno fatto.
Chi è più scismatico Pagliarani o Bartolomeo?
Hai le idee un po’ confuse
Parole sante, ma inascoltate.
La Chiesa proseguirà il suo cammino temporale anche coi seminari mezzi vuoti…quando i numeri porteranno ad una reale scarsità di clero in Occidente,.cambierà il Magistero…tutto è transeunte, solo Dio salva
Stanno compiendo un atto di rottura, in realtà già attuato nella loro coscienza, con la Chiesa cattolica. Appartengono ad un’altra realtà ecclesiale ed è giusto che dopo tante incertezze vengano scomunicati, anche per fare chiarezza verso i fedeli, Sono come le chiese che nel 451 rifiutarono il dogma di Calcedonia delle due nature, allo stesso, modo essi rifiutano le disposizioni conciliari e l’autorità papale, alla quale da buoni tradizionalisti dovrebbero obbedire. Prendiamo atto che è una chiesa ALTRA, tipo ancien régime. Con usanze veterocattoliche
A proposito di contraddizioni, come si fa a scomunicare chi già “non è in piena Comunione con la Chiesa cattolica”? Come si concilia la scomunica con l’ecclesiologia di Comunione introdotta da Lumen Gentium?
PS) Rispondete nel merito, anziché censurare come le commissioni prefettizie negli anni ’30…
la scomunica non è un atto che sradica, è la constatazione che sono già usciti per i fatti loro.
Quando ti arriva una scomunica non è la Chiesa che ti butta fuori, sei tu che te ne vai sbattendo la porta per mai più tornare, il documento è solo la presa d’ atto di un qualcosa che è già successo.
Sostanzialmente sono loro che sono usciti non la Chiesa che li butta fuori.
Si questa è un’altra faccenda che mi frulla in testa.
Bartolomeo, il patriarca di Costantinopoli, ordina regolarmente dei vescovi senza chiedere il permesso al papa: perché il papà non lo scomunica?
L’arcivescova di Canterbury non è vescova ma si veste da tale e da tale viene trattata in Vaticano: perché il papa non dimostra la stessa cortesia con i Lefebvriani che hanno dei vescovi veri sebbene illegittimi?
Insomma non c’è una logica in tutta questa faccenda.
La ricezione in Vaticano in pompa magna dell’arcivescova anglicana , e’ stata piuttosto patetica.
Gentile Sig Savoldi,
si tratta di finezze del Magistero. Si possono sostenere idee e prassi non coerenti con la fede cattolica, ma non per questo si è necessariamente scomunicati. La scomunica è la pena ecclesiastica più grave, con lo scopo di riavvicinare la pecorella perduta. I lefebvriani erano stati scomunicati al momento dello scisma iniziale, ma Benedetto XVI annullò le scomuniche in un tentativo di riavvicinamento, perciò allo stato attuale nono sono scomunicati
legga:
https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html
attualmente, per Papa Leone, la “finestra di tolleranza nel tentativo di riavvicinarsi”, non ha prodotto il suo effetto perciò lui ritiene di doverli scomunicare di nuovo,
Altro esempio tipico, abbastanza simile è la rimozione delle reciproche scomuniche di Paolo VI e Atenagora, come tentativo di riavvicinamento. La Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa di Costantinopoli, professano fedi diverse, non sono in piena comunione, ma non sono “scomunicati” formalmente. Perciò un ortodosso che lo richiede può fare anche la comunione in una chiesa cattolica e viceversa.
Semmai ci sarebbe da chiarire quanto ancora lo strumento della scomunica può essere percepito come evangelico e coerente con gli insegnamenti di Gesù. Ancora più importante è il dialogo sull’unità e l’essenza della chiesa. Qual è il minimo comun denominatore per definirsi cattolici? Allo stato attuale bisogna accettare tutti i dogmi e la dottrina e, punto di divisione maggiore, il primato del papa nella sua attuale concezione di monarca assoluto.
Forse giungeremo a caricare un giogo più minimalista sulle spalle dei fedeli. Questo modo di declinare “un solo gregge ed un solo pastore”, è piuttosto irrealistico. Ciò che riteniamo fondamentale non è detto che lo sia. Forse il Signore voleva una unità sulle cose essenziali, lasciando spazio ad una maggiore pluralità.
Se l’episcopato fosse inteso come servizio (non come potere), le candidature sarebbero pari ai panda, anche tra chi attenta alla unità nella Chiesa Cattolica, credo.
Forse mi sbaglio!
Come si concilia il rigore verso i Lefebvriani (che veramente i problemi se li vanno a cercare) con la tolleranza verso i teologi non teisti?
A parte l’assurdità di essere teologi e non credere in Dio mi pare che sia molto più grave il non teismo della disobbedienza al papa.
Forse il papa è più importante di Dio?
Per i papi si’.
Il Papa ha sempre ragione.
Il Primato Papale é un po’ come la magia rituale: più ci credi e/o lo temi, più è potente e funziona
Secondo me l’esperienza dei lefebvriani vale un po’ per tutti i gruppi che ad un certo punto prendono le distanze da Roma, Lutero compreso. Si, è vero che si può sempre fare di più per ritrovare unità e accordo, però in molti casi bisogna ammettere che è impossibile se una delle due parti non vuole.
Forse il VatII ha indicato la via del dialogo ecumenico per queste situazioni, ognuno vada per la sua strada e cerchiamo di mantenere rapporti il più possibili cordiali.
Certamente sui numeri di questa realtà (quasi scismatica) e di altre in comunione ma di orientamento tradizionale la Chiesa dovrebbe interrogarsi…e paragonarle coi seminari mezzi vuoti di tutta Europa, dove da 60 anni si insegnano cammini, dialoghi, accoglienze, inclusioni ecc. Poi per carità la scomunica sarà giusta (e direi dovuta) per un gesto insensato…ma dopo la scomunica spero che Leone si interroghi e cerchi di capire cosa ci fa Fernandez Prefetto della Dottrina della Fede
Confesso di non comprendere fino in fondo la grande (forse eccessiva?) attenzione anche mediatica verso i lefreviani. Si tratta (mi sembra) di una realtà piuttosto circoscritta che ha fatto da tempo la scelta di seguire un proprio percorso del tutto autodromo dalla Chiesa cattolica, e ciò giovandosi di un’organizzazione interna rigidamente piramidale e di un network di sostenitori che ne garantiscono la floridezza anche economica e patrimoniale. Forse andrebbe semplicemente riconosciuta e accettata questa realtà, lasciando “liberi” i lefreviani di seguire il cammino che hanno scelto (mi sembra) con convinzione e determinazione (ne risponderanno alle loro coscienze e a Dio). Alla Chiesa cattolica romana spetta magari essere altrettanto chiara nel riconoscere chiaramente che, malgrado tutti i tentativi di riavvicinamento e dialogo, la FSSX è ormai una realtà ad essa esterna che segue un proprio percorso ecclesiale, religioso e teologico. Per quanto drammatico, il nuovo atto scismatico che i dirigenti lefreviani hanno intenzione di promuovere, potrà per lo meno contribuire a fare chiarezza di questa situazione che si trascina ormai stancamente dagli anni 60 del secolo scorso
I seminari della Fraternità si riempiono. I seminari della Chiesa che considera Lutero una benedizione e osteggia chi prega con le mani giunte si svuotano e spesso chiudono. Forse qualche motivo c’è e una scomunica non risolverà certo il problema.
in un altra realtà forse è vero che i loro seminari si riempiono, nella nostra realtà no, anzi son messi peggio di molti altri, ma in fondo è meglio farsi illusioni per darsi un tono che confutare la realtà e prenderne atto.
Realtà: una piccola Fraternità in odore di scomunica ha circa 270 seminaristi. Mentre la grande diocesi di Milano, con i suoi 5 milioni di abitanti, ha 57 seminaristi. Forse va meglio a Roma? Mmmh… non direi: 31 seminaristi.
La Fraternitá San Pio X pesca vocazioni da tutto il mondo e cercarle e renderle appetibili é una delle sue ragioni di essere.
Letteralmente ti spronano in continuazione a vedere se hai una vocazione al sacerdozio o alla vita religiosa.
Hanno poi una mistica del sacerdote come ‘uomo del sacro’ che lo rende attraente
Nelle parrocchie normali tutto questo non esiste. Anzi, é più probabile essere presi in giro se manifesti qualche carattere che indichi la vocazione…
Loro non sono particolarmente bravi (vari gruppi protestanti sono anche piú bravi a reclutare ministri) siamo noi che facciamo schifetto