Polonia: il gigantismo mariano

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La statua colossale della Madonna della misericordia a Konotopie (foto: Wojtek Radwanski)

Il 15 agosto è stata benedetta la gigantesca statua della Madonna della misericordia nel piccolo paese di Konotopie (diocesi di Wloclawk, in Cuiavia-Pomerania al centro della Polonia). Alta 55,6 metri è costituita di due elementi: un basamento di 15 metri su cui si erge la statua della vergine Maria.

L’opera colossale è stata voluta e finanziata da Roman e Grazyna Karkosik, una coppia fornita di uno straordinario patrimonio finanziario e in ragione di una guarigione sperimentata.

Imponente manufatto

È stata progettata dall’artista Adam Jakub Matejkowski. Alcune migliaia di fedeli si sono raccolte attorno al vescovo di Wloclawk, Krzysztof Wetkowski, per onorare la vergine col titolo di Madre della misericordia.

Il titolo è legato alle visioni di santa Faustina Kowalska, nativa della diocesi. «Guardo con ammirazione a questo imponente manufatto – ha detto il prelato – che, nella sua grandiosità architettonica, è espressione di fede e amore per Maria e suo Figlio […] In questa immagine Maria ci accoglie tutti, chinandosi su di noi e aprendo le braccia per invitarci ad alzare gli occhi a Dio e al cielo».

Nella comunicazione pubblica è stata sottolineata una debole rappresentanza dell’episcopato, una perplessità diffusa in ragione dell’iniziativa privata da cui è sorta, anche se non manca il sostegno di una larga fetta del cattolicesimo più popolare. A livello locale si sottolinea l’effetto probabile della promozione del territorio.

Non sono mancate ovviamente le voci critiche, come quelle del saggista Dawid Gospodarek: «Questo gigantismo indebolisce l’autentico e spontaneo entusiasmo religioso anche se localmente c’è chi spera di ricavarne benefici turistici ed economici». E il giornalista Ernest Małkiewicz (Kontakt Magazine) ha affermato: «Diamo spesso molto più importanza ai simboli che alla fede e al suo contenuto reale».

Titoli e protezione

Il nuovo luogo mariano si aggiunge ai molti che già popolano il territorio polacco come Czestochowa, Lichen, Kalvaria Zebrzydowska. E il titolo di Maria madre della misericordia si sovrappone ai molti altri titoli sotto cui è onorata la Vergine: Madonna nera, Madonna Addolorata, Maria dolente, Madre del Salvatore, Maria dell’aurora, Maria Regina. Altri titoli sono legati ai luoghi della devozione o a santuari internazionalmente noti (Lourdes, Fatima, Loreto. La Salette).

«Conferire titoli alla Madre di Dio – commenta Monika Walus dell’università di Lublino – è un’antica usanza di molti fedeli che riflette i sentimenti, i desideri, le esperienze e i bisogni dei singoli e delle loro intere comunità. Pertanto, non ci sorprende che molte nazioni, tra cui la Polonia in un certo periodo storico, l’abbiano riconosciuta come loro regina e che diversi gruppi professionali l’accettino come loro patrona» (Kai, 14 agosto).

La dimensione monumentale ha un altro riscontro in Polonia nel manufatto dedicato a Cristo Re a Swiebodzin (52,5 m). Nell’ultimo decennio è stato innalzato nelle Filippine il monumento a Gesù misericordia (45,7 m), a Maria Madre dell’Asia (Filippine, 98,15 metri), a Cristo protettore (Rio Grande do Sul, Brasile, 43 m), a Gesù salvatore (Sumatra, Indonesia, 61 m). In Armenia è in corso un progetto di una statua di Cristo che raggiungerebbe i 101 m.

Ma la tendenza non interessa solo il cristianesimo. In India, a Tamil Nadu, è stato innalzato un monumento a Shiva di 34 metri e un secondo a Nathdwara di 112 metri, una grande Budda in Brasile raggiunge i 35 metri e una statua dell’Ahimsa giainista (India) sfiora i 33 metri.

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